Da oggi la cultura delle giustificazioni degli assassini e degli indici puntati sulle vittime, meglio nota come dottrina Mitterrand, è un ricordo.
Da oggi la cultura delle giustificazioni degli assassini e degli indici puntati sulle vittime, meglio nota come dottrina Mitterrand, è un ricordo.
di chi era lì il giorno in cui finiva l'esperienza storica più tragica di sempre.
Per qualche d'un altro, ancora oggi un evento incomprensibile, misterioso, sicuramente ostile.
L'apologeta del crimine contro l'umanità in tutta la sua miseria intellettuale.
Nell'assordante silenzio di chi organizza manifestazioni perché un quotidiano riceve un atto di citazione, nel mondo i dittatori fanno l'unica cosa che gli riesce bene.
Ancora oggi, nel 2009, ci tocca leggere osservazioni come quelle del buon Pardi.
Come se il PCI non avesse come scopo statutario l'abbattimento della democrazia borghese e l'erezione della dittatura del proletariato attraverso la lotta di classe.
Come se per comprendere il nazismo si potesse iniziare partendo dal colore delle divise delle SS.
Ecco a voi la nuova (?) sinistra,
L'operazione cosmetica dovrebbe aggraziare, tra l'altro:
- l'aumento incontrollato del deficit pubblico e lo stravolgimento della funzione della banca centrale (punto A2);
- l'eliminazione di qualsiasi criterio economico nella gestione dell'istruzione pubblica (punto B5);
- la diffusione dei principi del cd. "bilancio partecipato", idea portoalegrina che consente a microgruppi senza alcun seguito di contare come e più di chi è espressione della maggioranza degli elettori (punto B6);
- l'imposta patrimoniale per non meglio specificati "grandi patrimoni" (punto B9).
Il P.C.I. del dopoguerra era dichiaratamente stalinista.
Anche perché non si vede come ci si sarebbe potuti definire comunisti negli anni '40 senza aver abbracciato tesi e politiche del compagno Iosif.
Il P.C.I., quel P.C.I., ha partecipato alla stesura della costituzione, a tal punto da far diventare l'allora segretario Togliatti - quello che una decina di anni dopo votò per la fucilazione dei protagonisti della primavera ungherese - padre costituente.
Non c'è dunque alcun dubbio: "i valori della resistenza si sono tradotti nella Costituzione repubblicana".
Poi, certo, per il vostro presidente - apologeta mai pentito dei massacri staliniani - è ragione per "preservare".
Per me - forse a causa della scarsa simpatica che ho verso le ideologie genocide - no.
Non so se ci sono stati brogli, o se le elezioni sono state regolari.
Anche perché, visto da qui, il punto è un altro.
Il punto è che bisogna dare asilo politico a tutti quelli che sono oppressi dalla tirannide. Anche quando è stata votata.
La CGIL chiede - dal prestigioso scrano di Domenica In - di aumentare il bottino destinato ai propri iscritti, con precisa indicazione delle vittime.
Pronto il signorsi del PD. Non senza sprezzo del ridicolo, visto che il piano anticrisi presentato ben due giorni fa nulla dice al riguardo.
Ma d'altronde, quando il padrone ordina i servi ubbidiscono.
La delazione non cova in sé il germe della tirannide solo perché ne è già una sua manifestazione. Come ben insegna la storia di tutte le dittature, a partire da quelle comuniste.
L'unico lato positivo è che certifica la moralità dei suoi sostenitori, sindaco di Turate o sciura Pina compresi.
All'infinito, anche una scimmia che schiaccia a caso i tasti di un pianoforte suonerà la nona di Beethoven.
Il buon Silvio ben dice quando nega la autopretesa superiorità morale agli ex-post-neo comunisti italici: ma non per i rubli sporchi di sangue, che erano al massimo un corollario, ma per aver condiviso un'ideologia assassina e per averne applaudito i suoi seguaci fino a quando la retorica non ha più potuto coprire il crimine, fino al giorno dopo la condanna della storia.
L'apologeta dello stalinismo è pure permaloso.
Pazienza.
Ottima osservazione: Obama è anticomunista.
Ora chi lo dice a quelli della sinistra italiana?
Il totalitarismo fascista viene seppellito da un pregiudizio etico, neppure spiegato perché ritenuto evidente in sé, e respinti al mittente i distinguo, gli inevitabili chiari / scuri della storia.
Esattamente l'opposto del trattamento riservato al totalitarismo comunista: di cui si sviscerano le insufficienti letture delle trasformazioni del mondo occidentale, gli errori tattici, ma che non è mai - mai - rifiutato in quanto tale.
Perché non viene condannata l'idea dell'uomo eterodiretto e schiavo della moltitudine, dell'accettazione dell'individuo solo in quanto parte di altro, del rifiuto dell'unicità, della irrilevanza sua e delle sue aspirazioni.
Si preferisce bollare come tardivo lo strappo di Berlinguer e discutere su che aggettivo dare ai brigatisti, come se questo spostasse di un millimetro i fatti e l'etica.
Quando a sinistra sarà normale definirsi anticomunisti, allora ci sarà il terreno per un Obama italiano.
Senza il furto chiamato "Finanziamento pubblico all'editoria", in virtù del quale io contribuisco al sostentamento di giornali di cui nulla mi frega come e più dei suoi lettori, l'Unità sarebbe chiusa da un pezzo, esattamente come tutte le aziende che consumano ricchezza per produrre un bene che non interessa a sufficienza.
Recentemente, sempre a spese mie, la testata si è rilanciata proponendosi come voce di una sinistra moderna.
Credo che sia sull'onda di questa tensione che lunedì abbia ripreso in prima pagina le dichiarazioni di uno sconosciuto cardinale a giudizio del quale bisognerebbe chiedere scusa a Marx.
La storia li ha spazzati, purtroppo non in tempo utile ad evitare un numero imprecisato di milioni di morti ammazzati in tutto il mondo, e non hanno ancora capito il perché.
A mio figlio, a mio nipote, al mio amico, quando mi chiederà cos'è il comunismo, risponderò con le parole della moglie di Dvorácek (intervista a pagina 44 su LaRepubblica del 14 ottobre 2008): "la pena capitale era pronta per chiunque veniva denunciato. O la deportazione".
Quando mi chiederà di chi è la colpa: "Già allora nessuno poteva essere ingenuo. La gente, qualsiasi vicino di casa, veniva arrestata, condannata a morte, impiccata, fucilata o decapitata con le ghigliottine rimaste nelle ex carceri della Gestapo nazista passate a nuova gestione. No, già nel 1950 chi si diceva ingenuo o ignaro era come i tedeschi che sotto Hitler dicevano di non vedere il vicino ebreo portato via all'alba".