sabato, 31 ottobre 2009

La soluzione migliore è che lo stato non se ne occupi, come sempre.
E se proprio se ne vuole occupare, lo faccia con dei voucher che ogni studente può spendere nell'istituto che meglio ritiene faccia al caso suo.

Finché rimarrà l'inversione dei ruoli, finché l'utenza sarà espropriata del proprio diritto di scelta,
non c'è riforma che tenga.

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mercoledì, 30 settembre 2009
Doppio prodigio della signora Natalia Aspesi sulle pagine della cultura (?!) di La Repubblica.

Non solo prende spunto dall'ultimo lavoro di Boyle per ridurre la vita di Frank Lloyd Wright ad un fotoromanzo a puntate - dei quali è sicuramente una delle massime esperte planetarie - senza essere sfiorata dall'idea di poter cogliere l'occasione per leggerne le opere da una diversa prospettiva (qui una carrellata, sconsigliata ai deboli di cuore), ma riesce nell'impresa di liquidare La fonte meravigliosa di Ayn Rand come opera di "magniloquenza quasi demente", "oggi insopportabile".

Così, come se si trattasse di un romanzetto d'appendice di un anonimo scribano di genere, come se la Rand non fosse la filosofa che proprio con La fonte meravigliosa e con La rivolta di Atlante ha scritto i nuovi parametri del pensiero filosofico occidentale.
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mercoledì, 30 settembre 2009
"The distinctive principle of Western social philosophy is individualism. It aims at the creation of a sphere in which the individual is free to think, to choose, and to act without being restrained by the interference of the social apparatus of coercion and oppression, the State".

Qui il resto.
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domenica, 27 settembre 2009

riflette sul legame tra sturm und drang e l'odio per l'individuo proprio della cultura europea continentale.

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martedì, 22 settembre 2009

inizia alle 18. 
Farò quel che posso, ma se fosse iniziato alle 21 sarebbe stato meglio.

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lunedì, 14 settembre 2009

Una rapina è una rapina anche se il rapinatore pensa di utilizzare quei soldi per debellare la fame nel mondo.

Dirò di più: è una rapina anche se il rapinatore pensa di utilizzarli per accomodare le casse di editori ed impresari teatrali.

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domenica, 13 settembre 2009

"Noi non vogliamo l'elemosina bensì che chi fa enormi profitti sfruttando il cinema gli restituisca almeno parte di questi guadagni".

Il punto è proprio questo: per quale ragione qualche d'uno dovrebbe mantenerli? 

Per quale ragione un imprenditore che produce utili dovrebbe essere costretto a girarne parte a beneficio dei suoi concorrenti?

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sabato, 12 settembre 2009
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martedì, 28 luglio 2009

Se vendendo il tuo prodotto copri i costi, vai avanti. Altrimenti no.

E io che pensavo che fosse un assunto sufficientemente semplice da essere inteso anche da chi ha fatto dell'analfabetismo la propria professione.

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venerdì, 24 luglio 2009
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sabato, 11 luglio 2009

La scuola pubblica è forse la miglior raffigurazione della necessità di abrogare i servizi statali: oltre a costare un sacco di soldi, è il principale ostacolo alla libera circolazione delle idee.

Anche senza volersi accanire sul grottesco, che si può quotidianamente ammirare nella rivendicata coincidenza tra cultura e contratto degli insegnanti, quanti di voi hanno studiato nelle scuole statali i fondamenti del nostro vivere da uomini liberi? A quanti di voi è stato sottoposto un testo di Adam Smith, di Ricardo, di Pareto, di Friedman? Quanti di voi sanno chi è Ayn Rand? Quanti di voi hanno mai sentito parlare di Lysander Spooner?

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mercoledì, 01 luglio 2009

Si può anche incominciare per gradi, dalle cose più semplici ed evidenti.

Quale principio impedisce ad una persona di settanta anni di andare in galera, di essere perennemente indultato senza riguardo al tipo di reato e alle reali condizioni di salute?

Perché in Italia viene considerata una norma di civiltà, mentre in USA non riusciresti a spiegarla? 

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martedì, 23 giugno 2009

Il modello economico di Friedman non deve essere imposto con la forza in primo luogo perché non è un modello, e poi perché la libertà di scambiare beni e contrattarne il valore è in natura.

Con buona pace di Naomi Klein e di tutti gli altri orfani di Marx.

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lunedì, 15 giugno 2009

L'avrei contestata anch'io.
Perché se ti rendi conto che la scuola statale è il tempio dell'ignoranza, se ti rendi conto che la scuola statale è un ammortizzatore sociale sulla pelle degli studenti a danno dei rapinati, come è inevitabilmente evidente a chiunque, allora o abroghi il mostro statalista oppure sei complice.

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lunedì, 15 giugno 2009

Che la teoria dell'uguaglianza economica presuppone l'abolizione del contratto, è notorio.

Che impedisce di immergersi nell'arte a soli 173,5 pound, meno.
Ed è un peccato, perché è una cosa su cui varrebbe la pena riflettere, perché varrebbe la pena riflettere su quale idea di esistenza abbia chi non sa che farsene delle cose belle.

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martedì, 09 giugno 2009
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martedì, 12 maggio 2009

L'inchiesta è interessante.

Anche se a mio avviso sbaglia il sostantivo. Ma è un dettaglio.
Di certo c'è che se non sai o non vuoi distinguere il tumore dalle cellule sane, poi muori di cancro.

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lunedì, 06 aprile 2009

Eccellente intervista a Baricco. Non ho condiviso quasi nessuno dei suoi argomenti, ma questo è del tutto irrilevante rispetto al livello della riflessione.

Inoltre ho capito perché i giornalisti come la De Gregorio o si aggrappano al furto statale o vanno a friggere hamburger.

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domenica, 29 marzo 2009

A quei tempi da noi imperversavano ancora e più che mai gli analfabeti marxisti, se non sbaglio nella particolarmente comica versione "libretto rosso di Mao".

Da loro nei talk show parlavano i filosofi: "the great achivements of civilisation have not come from government bureaus"

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domenica, 29 marzo 2009

Qui qualche anticipazione.

Un collage imperdibile.

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venerdì, 06 marzo 2009

L'invettiva è arguta, soprattutto quando rigetta l'idea che un romanzo che vende sia necessariamente una boiata.

Meno quando confonde la vera lezione di Bloom.
Che non è "the western canon", irrilevante come tutte le enciclopedie.
Ma che è, all'opposto, la necessità - nella vita come nella letteratura - di rifiutare la comodità della riflessione già socialmente accettata: "non esiste alcun metodo, tranne te stesso. Chiunque pensi di aver adottato o assorbito un metodo, sia esso preso da Marx o da Foucault, da Nietzsche o da Freud, da Derrida o da Heidegger, fa qualcosa di sbagliato. Se tu adotti da qualcun altro un metodo, allora semplicemente sostituisci, al metodo che tu implicitamente già sei, un modello derivato, e così non sarai più te stesso".

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sabato, 28 febbraio 2009

Così mi disse un ragazzo colombiano, mio compagno di corso a Londra ormai tanti anni fa.

Così possiamo dire ancora oggi.

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venerdì, 27 febbraio 2009

Ho imparato più qui in 10 minuti che in quindici anni di manuali di storia.

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domenica, 22 febbraio 2009

Accostare il nome di Langer a quelli di Concia & c., anche se per marcarne l'abisso, è a dir poco irriguardoso.

Con tutti i limiti che il pensiero di Alex aveva.

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venerdì, 20 febbraio 2009
Un faro nella notte buia. Grazie Hef per quello che ci insegni ogni giorno.
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domenica, 08 febbraio 2009

Le ripetute genuflessioni culturali del governo italiano alle bislacche teorie del sedicente apostolo di pietro, mi hanno fatto ricordare questo datato e fulminante post del miglior blog in lingua italiana.

Uno dei pochi che sposta un passo più in là il dibattito italiano, fermo agli anni '70 (tanto per fare due esempi, qui sul caso Englaro e qui sul meridionalismo romanocentrico).

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domenica, 08 febbraio 2009

Era dai tempi della promessa di abolizione dell'irap che il buon Silvio non ne diceva una giusta.

Perché che la costituzione italiana sia stata ispirata dalle ideologie collettiviste è cosa nota. Un fatto storico assodato e perfettamente dimostrato dal suo fondarsi "sul lavoro", dal disconoscimento della libertà individuale, dalla mancanza di limiti all'arbitrio statale, dalla proprietà menzionata solo per comprimerla.

Con buona pace di chi, suppongo per ignoranza, ne parla raccontando l'opposto  di quello che dice.

 

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sabato, 31 gennaio 2009

I principi fondativi della nostra civiltà sono tutti scritti nella dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti: l'uguaglianza di nascita, la vita, la libertà, la ricerca della felicità, il diritto di distruggere le tirannie.

Non sono i principi del pensiero comunista, sono il loro opposto.

Qualche d'uno lo spieghi al buon Zoro. 

Qualche d'uno spieghi, a lui e a chi non avverte conati di vomito quando legge la costituzione italiana, che il diritto di perseguire la felicità è precisamente quello: il diritto di ciascuno di cercare da sé la propria felicità.

L'antitesi esatta della pretesa che altri siano obbligati ad esaudire i nostri desideri.

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venerdì, 30 gennaio 2009

Avevo aderito con entusiasmo ad un calcetto, con la non remota ipotesi di un lieto post partita in compagnia di qualche signorina a tariffa fissa.

Saltata la partita, mi sono dedicato direttamente al post.

Tra una canzoncina ispiratrice e l'altra, la conferma: la scarsa scelta era solo un problema di neve.

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domenica, 04 gennaio 2009

Quando si parla di movimenti islamici si parla di organizzazioni che fondano il proprio pensiero su ciò che un gruppetto di uomini ritiene sia il volere di dio - un dio razzista, misogino e omofobo -, a cui segue l'alternativa di genuflettersi o di prendersi una pallottola in testa.

Quando si parla di occidente si parla di organizzazioni che si fondano sul diritto di ciascun uomo alla vita, alla libertà, a cercare la propria felicità, a cui segue il diritto di ciascun uomo di partecipare alle decisioni da prendere.

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