mercoledì, 04 novembre 2009
L'intervento di via Argelati è discutibile, come tutti gli interventi.

La proprietà del muro, no.
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categoria:diritti civili
giovedì, 10 settembre 2009

La presa d'atto è anche condivisibile: è in corso il tentativo di mettere in discussione i principi della nostra convivenza.

Sarebbe però ora di fare nomi e cognomi, di dire che la novità di questi anni è la presenza in Italia di comunità che attaccano frontalmente l'uguaglianza uomo-donna, che discriminano per razza, che negano l'olocausto, che non riconoscono la libertà di religione e la libertà della scelta sessuale. Sarebbe ora di dire che queste comunità sono le comunità islamiche.

Sarebbe però anche ora di smettere di dire che siamo tutti ugualmente responsabili: c'è chi dice che va bene così, che bisogna tacere in nome del multiculturalismo - la nuova parola magica che fa tanto democratico e che invece è pura quanto assoluta censura preventiva su base razziale -, e poi c'è chi vive sotto scorta per evitare di essere il nuovo Van Gogh.

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categoria:diritti civili
mercoledì, 09 settembre 2009

Avrebbero detto la stessa cosa se a chiedere l'autorizzazione fossero stati dei neonazisti desiderosi di aprire un centro culturare per l'adorazione di Odino?

Sarebbero stati così poco disposti ad un qualsiasi ragionamento politico, così lesti a nascondersi dietro grottesche citazioni, così clownescamente prefettizi?

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categoria:diritti civili
domenica, 06 settembre 2009

Sarà che è difficile sostenere la neutralità della pretesa di poter ordinare alle donne di mettersi una palandrana sotto la minaccia delle frustate.

Sarà che è difficile sostenere la neutralità della pretesa di poter sposare bambine.

Sarà che è difficile sostenere la neutralità della pretesa di poter ripudiare la moglie a piacimento.

Sarà che è difficile sostenere la neutralità della pretesa di vietare alle donne di uscire di casa senza essere accompagnate da un uomo di famiglia.

Sarà, però è bello vedere che non tutte le donne hanno deciso di voltarsi dall'altra parte.

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categoria:diritti civili
venerdì, 05 giugno 2009

Prima era di destra. Ora che è il secondo partito olandese è addirittura di estrema destra. 

E mai che ci fosse uno che ti spiegasse perché.
Perché sarebbe di estrema destra lottare per l'emancipazione femminile.
Perché sarebbe di estrema destra lottare contro l'apartheid sessuale.
Perché sarebbe di estrema destra lottare per i matrimoni gay.
Perché sarebbe di estrema destra lottare per la libertà di manifestazione del pensiero.
Perché sarebbe di estrema destra lottare contro chi definisce i gay "peggio dei maiali".
Perché sarebbe di estrema destra lottare per poter scrivere "non uccidere".

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categoria:diritti civili
domenica, 17 maggio 2009

Rendere reato l'immigrazione clandestina non mi sconvolge. Anzi, lo trovo molto più accettabile dell'ipocrisia attuale, con migliaia di persone incarcerate in quasi-carceri per un illecito amministrativo.

Mi limito a domandarmi solo quanti magistrati, quanti cancellieri, quanti fascicoli, quante spese legali per gratuito patrocinio, quante vere carceri ci vorranno in più e che impatto avranno su un sistema giudiziario che è già ora il paradigma dell'inefficenza  statale.

Poi ci sarebbero questioni più alte.
Alle quali però sarebbe ora di provare a dare risposte in linea con la realtà del 2009.
O pensiamo che i diritti umani universali non abbiano un costo con cui fare i conti?
O pensiamo davvero che la soluzione per affrontare cento richieste di asilo politico all'anno vada bene anche quando le richieste diventano centomila, duecentomila, un milione, dieci milioni?

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categoria:diritti civili
domenica, 03 maggio 2009

Un bel blog, da frequentare per chi continua a provare orrore quando sente parlare di burqa e affini.

Più o meno l'opposto di quello delle postmarxiste di Femminismo verso sud, blog che annovero da tempo quale cifra del razzismo antioccidentale della sinistra.
Anche se, per la verità, il titolo di questo post me l'hanno suggerito loro. 

La speranza è che il muro si stia crepando. Che prima o poi recupereranno un minimo di dignità morale e smettano di fare finta di nulla.

 

 

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mercoledì, 29 aprile 2009

Via Marcello, bravo a Cassinelli.

E buona idea quella di creare un blog per interloquire con deputati e senatori su internet e affini.
Chissà mai che non verrà utile per evitare di dover ascoltare ancora simili oscenità.

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domenica, 19 aprile 2009

Se una persona vuole aprire un'attività commerciale al pubblico deve, tra l'altro, essere titolare di una licenza, ristrutturare il negozio per  rispettare la norme igienico-sanitarie, lavorare solo in determinati orari, pagare impostecontributiferietredicesimamalattia ai dipendenti, pagare irapiresiva con tanto di anticipo a maggio e a novembre, e così via.

L'abusivo che gli si piazza davanti, no.

Evidentemente dettagli irrilevanti per chi, magari in nome di un poco comprensibile "antirazzismo", pensa che non avere il permesso di soggiorno costituisca un problema, ma solo per tutti gli altri.

In attesa, ovviamente, di sentire dalle stesse bocche parole di fuoco contro chi nel 2008 ha battuto meno scontrini del 2007, tra un'invocazione e l'altra di misure sempre più bizantine e sempre più penalizzanti per chi rischia del proprio.

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martedì, 31 marzo 2009

L'idiozia criminale dello stato ha fatto un'altra vittima.

Per il resto Nazzaro sbaglia a non alzare un po' lo sguardo: nessun tesserino di nessun ordine ha mai conferito ad alcuno una qualsiasi qualifica diversa da schiavo di lorsignori.

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lunedì, 16 marzo 2009

Luca, ancora sulla rivoluzione digitale nel mondo dei media, ancora linkando uno scrittore anglosassone, ancora cogliendo nel segno.

Bisogna guardare avanti per vedere il futuro. 

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domenica, 15 marzo 2009

Luca scova un ottimo post di Clay.

Perché internet sta travolgendo tutti i settori che tocca, liberando risorse semplicemente unthinkable dieci anni fa.

In italiano si chiama progresso.

Con buona pace di questo signore, che di mestiere fa il presidente dell'Univideo e che nel tempo libero detta i compiti all'on. Carlucci.

p.s. a proposito: qui l'incredibile replica allo scandalo del d.l. sotto dettatura.
In poche righe la signora riesce ad affermare il falso vantando un titolo nei metadata che in realtà non esiste, a confermare che è solita fare da zerbino alla lobby di turno, a dimostrare che vuole legiferare su internet senza neppure conoscere le funzioni di word, a certificare la propria incapacità di  distinguere tra pedofilia e ingiuria.

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martedì, 10 marzo 2009

Anche per i prossimi 50 anni potremo andare a curarci negli U.S.A.: il paese che ha i migliori ospedali, i migliori medici, i migliori ricercatori.

Il paese dove i servizi sanitari sono privati.

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categoria:diritti civili
lunedì, 09 marzo 2009

In realtà io sono arrivato ultimo, e Marcello penultimo.

Perché il dibattito sulla proposta a firma on. Carlucci imperversa ormai da qualche giorno, con tanto di difesa della stessa di quello che lei autodefinisce un suo progetto di legge contro la pedofilia.

C'è poco da aggiungere a quanto già detto. Se non le mie impressioni.
Ecco, sono particolarmente disgustato dalla disinvoltura dimostrata nell'utilizzare la tragedia degli abusi sessuali sui bambini, per dare una qualche autorevolezza ad un'idea politicamente risibile, filosoficamente iraniana, tecnicamente irrealizzabile.

Disinvoltura che, salvo un utilizzo allegro della licenza Microsoft, non è attribuibile al maggiordomo Carlucci.

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domenica, 08 marzo 2009

Grazie a Marcello, scopro un'altra carlucciata.

La signora ha presentato un progetto di legge che ignora le più elementari regole tecnico-informatiche, e la cui approvazione comporterebbe di fatto la chiusura di internet in Italia.

In questo caso, però, non tutto l'analfabetismo viene per nuocere:

- aprite il link del progetto di legge;

- aprite la tendina "file" e scrollate fino a "proprietà";

- cliccate su proprietà;

- titolo: "PROPOSTA DI LEGGE PER “INTERNET TERRITORIO DELLA LIBERTA’, DEI DIRITTI E DEI DOVERI"; autore: "Davide Rossi"; società "Univideo".

Già. Grazie alla loro crassa ignoranza, è venuta fuori la verità.

La per nulla onorevole Carlucci, che è pagata da me, da te, da noi, decine di migliaia di euro al mese, non è niente altro che la testa di legno della lobby dei produttori cinematografici, non è niente altro che la passacarte del loro rappresentante Davide Rossi, un personaggio passato alla storia di internet per aver espresso concetti di questo tipo (ascoltatelo tutto, ne vale la pena: per il premio "Gobbels" gli è mancato solo di dire "il progresso è regresso").

Roba che neanche a Teheran.

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categoria:diritti civili
giovedì, 05 marzo 2009

Lo slittamento oneroso della data del referendum anti-porcellum stupisce per arroganza.
Ma da chi è senza vergogna, e soprattutto da chi non va a lavorare, è difficile avere attenzione alle più elementari ragioni dei contribuenti.

Persa questa battaglia - l'introduzione del voto di preferenza non conviene a nessuno di lorsignori - si potrebbe incominciare a parlare dell'abolizione di ogni quorum.
Che poi è il punto vero che viene da sempre eluso: non votare significa "non votare", non "votare no".

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venerdì, 23 gennaio 2009

"Non viviamo in una repubblica di ayatollah, nella quale il diritto religioso fa premio sul diritto civile."

Il concetto è elementare, è il fondamento del vivere in occidente dalla rivoluzione francese in poi.

Da tenere sempre ben scolpito nella mente. Da ricordare quando i vari prelati pensano di poterci dire quello che possiamo o non possiamo fare.

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categoria:diritti civili
domenica, 14 dicembre 2008

Checché ne dica Calderoli, gli ultimi arresti, le ultime espulsioni, le ultime condanne - si trovasse una riga sui giornali - non cambiano nulla della questione islam.

Perché la pianificazione di attentati è cosa da polizia, perché la vera questione sono i principi della convivenza tra gli uomini.

Che in italia, paese con la peggiore costituzione di tutti i tempi, che si fonda "sul lavoro" e sulla negazione di ogni diritto individuale, ignoriamo completamente.

Qui, e solo qui, la comprensione di chi siamo, dei nostri valori fondativi.

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categoria:diritti civili
lunedì, 08 dicembre 2008

Le storie umane come quelle di Marina Nemat ci dovrebbero aiutare a capire cosa siamo, e a riflettere su cosa vogliamo essere.

A partire dal che fare con i neonazisti del III millenio, sempre più arroganti nel rivendicare la loro barbarie anche a Milano.

Cosa c'è bisogna che succeda per vedere lorsignori smetterla di girarsi dall'altra parte?

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categoria:diritti civili
domenica, 30 novembre 2008

Che le cose non fossero andate come sarebbero dovute andare, l'avevo intuito. Ma per capire davvero, ho aspettato più di sette anni: tanto c'è voluto per poter leggere la sentenza integrale.

Si inizia da pagina 317, ed è un tunnel dell'orrore. Non è il Cile solo perché manca lo stadio. Non è il sudamerica solo perché nessuno è stato messo su un aereo.

Qualche stralcio.

Su ciò che successe nella caserma. Da leggere a stomaco vuoto.

"I racconti delle parti lese hanno trovato puntuale riscontro sia nell’incrocio tra le diverse dichiarazioni sia attraverso le testimonianze di appartenenti alle stesse amministrazioni di cui fanno parte gli attuali imputati" pag. 320.

"sono risultate pienamente provate le seguenti condotte tenute nel sito di Bolzaneto in danno degli arrestati e fermati.

1) insulti e percosse inflitti durante gli assembramenti di appartenenti alla varie forze di polizia presenti nella caserma, che si formavano all’arrivo dei gruppi di arrestati, sia pure non con sistematica frequenza, come è emerso in dibattimento, laddove diverse persone offese hanno riferito di non essere state oggetto di tale trattamento;

2) posizione vessatoria (consistente nell’imposizione dello stazionamento in piedi, a gambe divaricate e braccia alzate diritte sopra la testa) nel cortile, contro il muro della palazzina dove erano situate le celle o contro la rete di recinzione del campo da tennis a essa prospiciente ovvero nei pressi della attigua palazzina dove si effettuavano le operazioni di fotosegnalamento;

3) passaggio nel corridoio tra due ali di agenti di diverse forze che percuotevano con schiaffi e calci, tentavano di far cadere a terra gli arrestati sgambettandoli, ingiuriavano e, spesso, sputavano;

4) posizione vessatoria di stazionamento in cella ... omissis ... secondo il Gugliotta, l’imposizione della postura in questione ... omissis ... si sarebbe resa necessaria per ... omissis ... Si tratta di motivazioni ictu oculi prive di qualsiasi concreto fondamento e, addirittura, risibili

5) posizione vessatoria di transito ... omissis ...

6) altre posizioni vessatorie ... omissis ...

7) obbligo di rimanere nelle suddette posizioni imposto anche alle persone ferite ... omissis ...

8) percosse in tutte le parti del corpo, compresi i genitali, ( con conseguenti lesioni in vari casi ) inferte con le mani coperte da pesanti guanti di pelle nera e con i manganelli, in tutti i locali della palazzina adibita a celle, dall’atrio, al corridoio, alle celle, ai bagni, sia per costringere gli arrestati a mantenere la posizione vessatoria loro imposta ( in cella, in corridoio e nell’atrio ) sia senza apparente motivo ovvero quale reazione a richieste di poter conferire con un magistrato o un avvocato ( si veda il caso di Devoto), di essere accompagnati in bagno con sollecitudine o, ancora, di conoscere il motivo del fermo o dell’arresto;

9) spruzzi di sostanze urticanti o irritanti nelle celle ... omissis ...

10) insulti di ogni tipo, da quelli a sfondo sessuale, diretti in particolare alle donne ( puttane, troie), a quelli razzisti ( cfr. dichiarazioni di Anerdi, Francisco, dileggiato per il colore della pelle) a quelli di contenuto politico ( comunisti merde, zecche comuniste, rossi bastardi, siete peggio della merda, bastardi comunisti), minacce, che variavano da quelle di percosse e, addirittura, di morte, a quelle di stupro ( cfr. deposizione Subri), costrizioni a pronunciare frasi lesive della proprie dignità personale, quali "sono una merda" ( Rossomando Angelo) e frasi o inni al fascismo, al nazismo, a Mussolini e Hitler, a sfilare lungo il corridoio facendo il saluto "romano" e il passo c.d. "dell’oca" ( cfr. dichiarazioni, tra le molte, di Subri, Lupi, Aveni, Carcheri Alessandro. Nebot, Percivati), a ascoltare il motivo di "Faccetta nera", suonato forse con un telefono cellulare, e frasi antisemite e ineggianti ai regimi fascista e nazista e alla dittatura del generale Pinochet ... omissis ...

11) taglio forzato dei capelli ( cfr., sul punto, dichiarazioni della Ender e della Hager Morgan) e distruzione di oggetti personali ( per es. cellulari, monili etc);

12) sottoposizione degli arrestati a lunghe attese prima di essere accompagnati ai bagni, tanto da costringere molti di loro a urinarsi addosso ... omissis ...

13) marchiatura su una guancia, con un pennarello colorato, degli arrestati alla scuola "Diaz", come se non di persone si trattasse, bensì di capi di bestiame o di imballaggi di merci." da pag. 320 a pag. 324.

Su come si è comportata l'istituzione della Polizia di Stato durante il processo.

"il limite del presente processo è rappresentato dal fatto che, quantunque ciò sia avvenuto non per incompletezza nell’indagine, che è stata, invece, lunga, laboriosa e attenta da parte dell’ufficio del P.M., ma per difficoltà oggettive ( non ultima delle quali, come ha evidenziato la Pubblica Accusa, la scarsa collaborazione delle Forze di Polizia, originata, forse, da un malinteso "spirito di corpo") la maggior parte di coloro che si sono resi direttamente responsabili delle vessazioni risultate provate in dibattimento è rimasta ignota: valga per tutte la figura di un appartenente alla Polizia Penitenziaria, descritto da diverse parti offese come persona di alta statura e corporatura massiccia, soprannominato dai propri colleghi "er Tigre", che era tra i più esagitati nel colpire e angariare gli arrestati, al quale, tuttavia, non si è riusciti a dare un volto e un nome, così come è rimasto ignoto l’agente di Polizia Penitenziaria altoatesino ( sicuramente identificato come tale da numerose parti lese di provenienti da aree germanofone in virtù del fatto che parlava la loro lingua con accento definito tirolese o, comunque, della Germania meridionale), il quale si era "distinto" per una particolare disposizione a insultare e deridere gli arrestati di lingua tedesca." pag. 326.

Il resto sono questioni tecniche-giuridiche, singoli nomi di un dato processo che poco aggiungono. Anche perché c'è ben poco da aggiungere.

Se ci fosse un governo degno di questo nome, il Ministero degli Interni sarebbe stato rivoltato come un guanto. Se ci fosse un'opposizione degna di questo nome, avrebbe fisicamente bloccato il parlamento fino all'azzeramento dei funzionari del Ministero degli Interni che anche solo abbiano visto passare i fascicoli su Bolzaneto prima, durante e dopo i fatti.

  

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categoria:diritti civili
mercoledì, 26 novembre 2008

Alla fine è arrivata la giornata nazionale contro la violenza sulle donne, e non se ne è accorto nessuno. O quasi.

Tra le poche eccezioni la buona Alessia Mosca, un'altra funzionaria di partito con un curriculum buono forse per le giovani marmotte e che invece si è trovata ai vertici del PD, che ritiene di poter utilizzare il dramma di milioni (MI LI O NI) di donne per rivendicare qualche poltrona in più per se e le sue amiche.

Così, come se nulla fosse. Senza pudore né vergogna.

Ma dove le trovano?

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categoria:diritti civili
mercoledì, 19 novembre 2008

L'idea di Levi era meno che pessima.

Avere il coraggio di metterla da parte è un'ottima decisione, oltre che il segno di un'apprezzabile apertura mentale.

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categoria:diritti civili
domenica, 16 novembre 2008

In Italia la violenza sulle donne è un fenomeno di massa di incomparabile gravità (qui l'ultima indagine ISTAT che invito tutti, ma proprio tutti, a leggersi).

Si parla di milioni di vittime. Milioni, non migliaia. Si parla di una donna su tre. Una su tre, non una su tremila.

Di fronte a tanto, in un paese normale non si dovrebbe parlare d'altro, o quasi. Si dovrebbe parlare di prevenzione e repressione, di assistenza sanitaria estesa, di supporto psicologico, di strumenti civili, penali, amministrativi per garantire una tutela reale e non teorica.

Di fronte a tanto, la giornata mondiale contro la violenza sulle donne dovrebbe essere l'occasione per promuovere iniziative in ogni dove, magari a partire dalle scuole, finalizzate a suscitare un moto di sdegno popolare, a far sentire i carnefici meno che bestie, a far sentire le vittime meno sole.

Invece non ne parla nessuno, perché evidentemente lorsignori e i loro lacché giornalisti pensano che sia molto più importante, ad esempio, la vicenda della nomina del presidente della commissione di vigilanza RAI.

E quando se ne parla, come a Milano, è perché una paio di mentecatti stanno umiliando la città con la più delirante e immorale delle polemiche, tutta incentrata sul disturbo al decoro che può dare un manifesto che ritrae una donna adagiata su un letto a braccia aperte.

Non ci sono parole per esprimere lo sdegno e la nausea.

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categoria:diritti civili
venerdì, 14 novembre 2008

I commenti alla sentenza di primo grado sui fatti della scuola Diaz danno il senso della assoluta idiozia imperante nel mondo parallelo di lorsignori.

Innanzi a tutto, nessuno si è soffermato sul problema più grande: sette anni per avere una sentenza di primo grado. Non sette mesi: sette anni.

Non se ne sono accorti. O forse per loro è normale. O forse non sanno, oppure lo sanno benissimo ed è un loro inconfessabile obbiettivo, che se per il primo grado ci metti sette anni ora che arrivi alla Cassazione nove volte su dieci il reato è prescritto.

Poi è venuto fuori che c'erano poliziotti che, facendosi scudo della divisa e delle prerogative che ha un pubblico ufficiale, si comportavano come balordi di strada arrivando a cercare di coprire i propri crimini con la fabbricazione di false prove a carico delle vittime. E non mi sembra una notizia così normale.

Poi è venuto anche fuori che chi aveva il compito di dirigerli non si è accorto di quello che succedeva a pochi metri di distanza, e che firmava verbali - dando fede pubblica a quanto lì dichiarato - senza essere stato presente. Che non sarà un reato, con la conseguente assoluzione del tribunale, ma che mi pare più che sufficiente per essere sollevati da qualsiasi incarico diverso dal riparare la macchinetta del caffé dell'ufficio.

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categoria:diritti civili
venerdì, 14 novembre 2008

Vedremo in che misura i gravi reati ipotizzati dal PM troveranno conferma.

Di certo un occhio così tumefatto non può essere il risultato di una caduta: com'è possibile sbattere con tanta violenza per terra senza procurarsi la minima abrasione?

Solo per questo, solo per aver raccontato senza vergogna né pudore delle balle plateali, il comandante dei vigili di Parma deve essere rimosso all'istante.

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giovedì, 13 novembre 2008

Non ero sorpreso allora, che c'erano due versioni uguali e contrarie. Non sono sorpreso adesso, che sono arrivati gli avvisi di garanzia.

I vigili facciano le multe, se ci riescono. E i sindaci pensino a riparare le strade, se ne sono capaci.

Nel frattempo ricordo che questi dieci signori stanno percependo uno stipendio, a mie spese.

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categoria:diritti civili
martedì, 04 novembre 2008

Alla signorina Carfagna qualche d'uno spieghi che quando si è ministro della repubblica qualche critica bisogna saperla accettare.

E che un minimo di senso della misura, buona dote per chi occupa un ruolo di rappresentanza pubblica, dovrebbe farle tenere in considerazione che lei, la signorina, è protetta dall'immunità parlamentare per quello che dice, noi no.

 

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categoria:diritti civili
domenica, 02 novembre 2008

Discriminare una persona per le sue preferenze sessuali non è indice di particolare moralità e civiltà. Nel mondo delle persone normali, quelle che si alzano la mattina e vanno a lavorare, è un reato.

Poi c'è il mondo di lorsignori, dove chi fa dell'omofobia un tratto distintivo non solo non subisce la sorte che loro stessi hanno previsto per me ma, in applicazione del noto principio secondo il quale siamo tutti uguali ma i maiali sono più uguali degli altri, viene premiato da miliardi di euro ogni anno a mezzo della rapina dell'8%% e da un'infinita serie di regalie, ovviamente tutte a mie spese e ovviamente sempre previste per la tutela di nobili ideali che persone grette come me non possono capire.

Da ieri sappiamo che chi pensava di votare PD sperando in un qualche cambiamento è meglio che si rivolga altrove.

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categoria:diritti civili
giovedì, 23 ottobre 2008

Visti gli splendidi risultati, almeno dagli anni '30 in poi, del proibizionismo, ecco i sempre più liberali governanti del centrodestra invocare il pugno di ferro contro le sostanze stupefacenti.

Spooner, non a caso semplicemente cancellato da qualsiasi testo o corso delle scuola pubblica italiana, che io pago anche se gradirei venisse abrogata oggi, lo scriveva ormai ben più di un secolo fa: "I vizi sono quelle azioni con le quali un uomo danneggia se stesso o i suoi averi. I crimini sono quelle azioni con le quali un uomo danneggia la persona o gli averi di un altro. I vizi sono semplicemente gli errori che un uomo commette nella ricerca della propria felicità. A differenza dei crimini, essi non implicano malvagità nei confronti degli altri né alcuna interferenza con la loro persona o i loro averi."

Verrebbe da dire che l'unica sostanza tossica a cui si può rinunciare volentieri è lo stato.

Poi c'è chi aiuta a comprendere perché certi personaggi prendono tanti voti, producendosi in una discussione delirante fondata sul travisamento, completo fino all'opposto, del pensiero dell'autore: proprio nel solco della tradizione del neminem laedere, Lysander segna la dicotomia tra ciò che può non piacere ma NON lede nessuna sfera giuridica diversa dalla mia - il vizio - e ciò che lede gli altri - il crimine -.

A me sembra un concetto facile. Ma forse per gli elettori della PDL è meglio fare un disegno.

 

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categoria:diritti civili
domenica, 05 ottobre 2008

Il regime iraniano prosegue nella sua quotidiana attività criminale. Io non riesco ad abituarmi.

Mi domando, a latere, come si faccia a pensare che una qualsiasi organizzazione sovranazionale possa godere di una qualsiasi autorevolezza finché accoglierà con tutti gli onori i nazisti del terzo millenio.

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