La convivenza si fonda sulla condivisione delle regole.
Tra le principali c'è, senza dubbio, il diritto di farsi pagare i crediti e il corrispondente obbligo di saldare i debiti. Alla scadenza.
Lo stato italiano deve ai cittadini poco meno di trenta miliardi di euro per imposte versate ma non dovute. Li deve da anni, spesso lustri, a volte decenni, in virtù di una giungla normativa tutta sbilanciata a favore dell'Agenzia dei Ladri e tanto delirante da essere capace di ridurre a filastrocca il processo di Kafka.
Ora questa gentaglia, con l'arroganza dei bravi, osano qualificare la tardiva restituzione di circa 1/10 di quanto complessivamente dovuto, come tangibile sostegno alle imprese fatto trovare sotto l'albero di natale.
Evidentemente pensano che pagare una piccolissima parte dei debiti con dieci anni di ritardo e senza riconoscere la rivalutazione monetaria sia una loro concessione, un loro regalo.
E non hanno vergogna di dirlo a noi, che se paghiamo il giorno dopo ci applicano la sanzione del 30%, che riceviamo cartelle che neppure i geroglifici di Cheope, che ci bloccano l'automobile per una multa da cinquanta euro, che ci ipotecano l'azienda anche se abbiamo adito il giudice tributario.
p.s. ho sentito lorsignori dichiarare su tutto, nulla escluso. Questa notizia è l'unica eccezione di cui ho memoria.