Ora che sono terminati i suoi quindici minuti di celebrità, due sommesse osservazioni sulle due uniche affermazioni che non hanno riguardato solo gli iscritti al PD: 1. "un paese che non tassa i più ricchi perché pensa che siano troppo pochi" (qui al minuto 3:52); 2. "chi parla in quel modo a casa ha i genitori che li mantiene e può permettersi pure di chiedere la paghetta a mamma e papà" (qui al minuto 7:32).
1. La premessa non dichiarata è che il ricco sia un usurpatore perché tutti dovrebbero guadagnare lo stesso - alla faccia del riconoscimento del merito e del talento -, e che il fisco debba essere il suo boia.
Cosa che in Italaia, per altro, già avviene.
Ma evidentemente la signora vive a Dubai, o forse a Singapore.
2. Come si permette di diffamare una persona che non conosce, e che ha avuto solo il torto di non assecondare la sua richiesta di maggior statalismo?
Ancora una volta, al netto della retorica cattocomunista sulla solidarietà obbligatoria, è bastato che uno dicesse "no, grazie. Io voglio farcela da solo", per appalesare il vuoto pneumatico del pensiero degli orfani di Marx.